un po' di storia (1) "l'inizio"

 

Quel "fiumicel - per dirla con Dante - che nasce in Falterona e cento miglia di corso non sazia", cioè l'Arno, ha un andamento alquanto estroso, se non addirittura contraddittorio. Scendendo dal Falterona s'indirizza verso mezzogiorno, ma giunto in prossimità di Arezzo inverte il suo cammino, risalendo verso settentrione. Gli Etruschi, dalle alture di Fiesole, ma non sentirono il bisogno, gelosi del loro arroccamento dentro le spesse mura, di gettare sul fiume uno stabile passaggio. Furono i romani però a tracciare, la via Cassia, e a stabilire un passaggio sul fiume, nei pressi di quello che sarà poi il famoso Ponte Vecchio.


Nacque cosi come un campo quadrangolare, sulla destra del fiume, colonia di veterani, ai quali la Lex Julia, verso l'anno 59 a.C. assegnava terreni di riporto, da bonificare e coltivare. Nonostante i criminali sventramenti ottocenteschi, è ancora visibile il quadrangolo del tracciato dei due assi stradali, il Cardo ed il Decumano, perfettamente orientati e che si incrociavano nel punto segnato dalla Colonna della Dovizia anche se un pò spostata rispetto all'originale punto, Piazza della Repubblica, che fu l'antico Foro della colonia, chiamata dai romani Florentia. Col nome di alcune strade si ricordano ancora le costruzioni romane, Via del Campidoglio, Via delle Terme, Via del Capaccio, li iniziava, "capo", l'acquedotto che riforniva le piscine.

Nessun nome ricorda il teatro, ma i suoi resti sono sotto Palazzo Vecchio. Invece l'Anfiteatro sorgeva fuori dal campo ed era situato nel quartiere dell'attuale Piazza Santa Croce. Si nota facilmente perchè la strada, Via Torta, segue la curva dell'Anfiteatro. Altre si chiamano via del Parlascio, cioè dell'anfiteatro, via delle Burella, cuniculi che portavano alla cavea. La colonia di Florentia dovette davvero fiorire se al tempo dell' Impero venne elevata a sede del Corrector Italiae, sede del governatore delle regioni riunite dell'Etruria e dell'Umbria. 

Una leggenda vuole che Firenze venne distrutta da Attila (e in seguito la ricostruzione da parte di Carlo Magno). In realtà la città non venne mai distrutta nè, quindi, mai ricostruita. La leggenda nel suo drastico finale, si riferiva ad un vero decadentismo, in epoca precedente al IX secolo, e a una successiva rinascita in epoca carolingia. La tradizione attribuisce a Carlo Magno la costruzione delle più antiche chiese romaniche della città, vedi Santi Apostoli e quella di Santo Stefano. "Io credo che il vero Attila per Firenze siano state le amministrazioni che hanno governato la città dalla metà dell'ottocento, escluso qualche momento particolarmente felice, ed il fiume Arno che nelle alluvioni del 1333 e del 1966 ha profondamente umiliato la vita della città". Nei secoli successivi, all' uscita dei romani come popolazione dominante e le bonifiche dei monaci benedettini, a monte ed a valle dell'Arno, avrebbero coinciso con il periodo carolingio, riportando Firenze a risollevarsi.
Per quanto riguarda il Cristianesimo, che aveva stentato ad entrare nella città consacrata a Marte, si era attestato fuori dalle mura, prima cerchia, portato da pellegrini nei pressi dell'attuale Ponte Vecchio. Qui venne costruito il cimitero di  Santa Felicita , senza accento sulla 'a' per favore, e dalla porta Aquilonare dove sorgeva il cimitero di San Lorenzo. La chiesa di San Lorenzo, consacrata nel 393 da Sant'Ambrogio di Milano e diventata in seguito la basilica Medicea, ricostruita da Filippo Brunelleschi in puro stile rinascimentale,

 


Fantastica vista, dalla terrazza del Piazzale Michelamgelo, con in primo piano la Cupola del Brunelleschi

 

e Santa Felicita situata a pochi passi da Palazzo Pitti divenne poi nei secoli successivi la Chiesa del Granduca. Il Cristianesimo comunque prese "possesso" di Firenze, simbolicamente, quando il corpo del Vescovo San Zanobi venne spostato da San Lorenzo, fuori dalle mura, alla Chiesa di Santa Reparata, dentro le mura, divenuta poi  Santa Maria del Fiore 

Intanto il campo romano si allargava, in senso parallelo al corso del fiume, crescevano con i campanili, le case-torri o medioevali grattacieli, non erano soltanto strumenti per combattere guerre fra fazioni, ma anche una necessità per evitare di camminare in strade strettissime e piazze anguste. Il più importante edificio civile era il Palazzo del Capitano, in seguito Bargello, perciò si può dedurre che Firenze non era la città di giardini fioriti nè di grandi piazze. l'unico orticello era quello delle monache di San Michele, anch'esso disfatto per lasciare posto alla dispensa, la Loggia del Grano, diventata poi Orsammichele, ricordando l'orto di San Michele.

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